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giovedì 12 maggio 2016

I DISSIDENTI di Sara Zelda Mazzini

                                  

In un presente parallelo il mondo che conosciamo è agitato da una guerra tanto invisibile quanto spietata. Madena, detta Mad, è una giovane donna che vive sospesa tra la ricerca di risposte a continue e pressanti domande e i bisogni di una famiglia ingombrante, composta dalla madre, la zia e il fratellino di sei anni. È un’era di anticonformismo a tutti i costi, in cui il nemico da combattere si identifica inevitabilmente con una comunità di individui ordinari che vive secondo valori tradizionali come il lavoro manuale, e rifiutando la celebrità. La ricerca di Mad la condurrà tra le rovine di un vecchio manicomio, da cui i Dissidenti si oppongono allo spirito del tempo con le loro stesse vite. Ma il destino ha già installato in questo luogo anche un oscuro personaggio, e l’inevitabile approfondirsi del rapporto con Mad farà emergere incubi ancestrali dal fondo della loro coscienza, portando alla luce un antico mistero.

Ambientata in un’Italia simile e dissimile da quella che conosciamo si sviluppa la storia di Madena, detta Mad, una donna che ha una sua inequivocabile visione del mondo ed è affascinata dalla figura carismatica di “Syd Duncan”, ex stella del rock americano divenuto leader e fondatore del movimento dei Dissidenti: una comunità di comuni individui che conduce un'esistenza all’insegna dei lavori manuali, confidando in genuini valori etici e rigettando tutto quello che è sregolatezza, eccessi e notorietà.


«Un tempo il cruccio più diffuso tra le persone comuni era procurarsi ciò di cui si aveva bisogno, mentre adesso siamo costretti ad accettare quello di cui non abbiamo bisogno.»

Mad perciò decide di cogliere al volo l’occasione per sfuggire dalle pressioni di una situazione familiare per niente rosea, lasciandosi alle spalle il fratello Josh, eterno Peter Pan, e la madre Ombretta vedova un po’ troppo assillante.

« […] Che ci vuoi fare, è colpa dell’età” e ancora “Ci siamo passati tutti.” Ma non è vero. Ognuno di noi è passato attraverso il proprio inferno, non quello di qualcun altro. Ognuno di noi ha combattuto e sta combattendo una battaglia che nessuno può combattere al suo posto. »

Determinata a scoprire da sé l’autenticità del mistero che aleggia intorno ai Dissidenti, Madena partirà per un viaggio che la condurrà al centro di tutto, nella storica cittadina di Volterra, dove si ritroverà invischiata in una faccenda più grande di lei che la porterà a conoscere un personaggio tanto indecifrabile quanto oscuro e tentatore: Loki il Funestatore. 


“Mi fa rabbia la sua lucida follia, che sottintende un coraggio più grande del mio. Ci vuole coraggio per essere pazzi, perché il mondo non ce lo permette.”

Non aggiungo altro per non rovinarvi il piacere di scoprire da voi, quanto questo libro abbia da offrirvi. La Mazzini ha ideato un'ucronia davvero valida, perché non sempre è necessario varcare i confini della geografia per scrivere un buon libro. Anche l’Italia dà ottimi spunti per un’ambientazione vicina e allo stesso tempo lontana da quella in cui viviamo giorno per giorno; i luoghi, come ad esempio il Manicomio, sono descritti con notevole minuzia di particolari ma senza scadere nel ridondante.
Non vi nego che la storia è chiaramente molto complessa e corposa (500 pagine circa), ma lo stile di scrittura, nella sua mirata e crudele spietatezza, capace di mettere in evidenza i reali problemi della società odierna, è talmente sciolto che le pagine scorrono via piacevolmente. La musica, in un certo senso, è il fulcro del libro; a cominciare dalla suddivisione dei capitoli che non si possono definire tali bensì delle vere e proprie tracce (come quelle dei CD), ma anche per le sensazioni devastanti che provoca: essa è in grado di toccare le corde del cuore e scuotere nel profondo l’anima di ognuno di noi. Spesso queste sensazioni sfociano in comportamenti che, a volte, ci è impossibile padroneggiare.

Madena è una protagonista davvero tosta a partire dal suo aspetto: capelli rossissimi (tinti) ed un vistoso tatuaggio raffigurante un serpente che si estende lungo tutta la schiena; mentre a livello caratteriale sono cinismo e pessimismo gli aspetti predominanti della sua personalità, sebbene la donna nasconda un animo molto sensibile. Anche i personaggi secondari che si avvicendano sulla scena hanno una loro profondità e riescono a colpire il lettore. Gli spunti di riflessione non mancano e sono davvero d’impatto, spronano il lettore a confrontarsi e scontrarsi con se stesso e i suoi principi mettendolo dinanzi a quell’ipocrisia che un po’ tutti tacciamo nel nostro intimo.
Metabolizzare il finale è stata la vera impresa, sorprendente e atipico sono le prime parole che mi vengono in mente per definirlo. 
Ad una prima lettura questo libro è riuscito ad avvincermi e ad impressionarmi in maniera positiva, ma vista la mole di informazioni sono sicura di essermi lasciata sfuggire qualche dettaglio che una seconda rilettura mi farà individuare. Perciò che altro dirvi? Super consigliato, non perdetevelo!


Nata il 24 luglio 1980, Sara Zelda Mazzini vive a Monaco di Baviera. Il suo principale campo di indagine sono le controculture e subculture, delle quali individua il motore primario nella Beat Generation e le più interessanti derive nella musica punk hardcore americana. Si considera un'iconoclasta della letteratura e un'esploratrice della psiche umana. I temi ricorrenti nei suoi scritti sono la psicologia, la spiritualità, la vita nei sobborghi cittadini e la musica pop-rock. Finalista al premio Il Mio Esordio, indetto da www.ilmiolibro.it in collaborazione con Scuola Holden (2015) con il romanzo Nichi Arriva Con Il Buio.


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